Carlo Levi e il suo Cristo, “una pietra nello stagno”

levi_tela_slide

È uno dei titoli citati più a sproposito della storia della letteratura italiana. È diventato quasi un proverbio, un luogo comune abusato da chi non ne ha letto neanche una riga, quel Cristo si è fermato a Eboli evocato in ogni discussione sul problema meridionale o, più banalmente, quando si attraversa la “linea di confine” dopo aver fatto scorta di mozzarelle a Battipaglia. Eppure, le parole di Carlo Levi hanno ancora tanto da dirci e andrebbero lette e rilette, meditate e … Continua a leggere

Domani, domani tutto finirà

roulette

Rileggere, oggi, “Il giocatore” di Fëdor Michajlovič Dostoevskij è un salto nel passato. Ma non nel passato di un mondo, quello del 1867, anno di pubblicazione del romanzo, che si riesce a comprendere con difficoltà. Il salto è piuttosto in un passato recente, un salto di trenta o quarant’anni; un salto agli anni Ottanta, più o meno, al decennio in cui Dostoevskij ha smesso di costituire per i giovani un modello di scrittura. Nel XXI secolo, è un dato di fatto, nessuno osa più … Continua a leggere