Diventare vivi con la lettura, il vademecum indispensabile di Giuseppe Montesano

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«Ai miei alunni del liceo Cartesio, quei cari nativi digitali che quando ho parlato con entusiasmo di e-book hanno detto “sì, occhèi, ma per me un libro deve essere di carta”, che sono arrivati la mattina esaltati per Il Maestro e Margherita, che hanno messo negli stereo delle automobili i preludi di Wagner, che hanno detto che Platone “è troppo un grande”, che hanno sollevato affascinati lo sguardo da Michelangelo e Nabokov per immergerlo in Hawking e nel Viaggio al … Continua a leggere

Carlo Levi e il suo Cristo, “una pietra nello stagno”

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È uno dei titoli citati più a sproposito della storia della letteratura italiana. È diventato quasi un proverbio, un luogo comune abusato da chi non ne ha letto neanche una riga, quel Cristo si è fermato a Eboli evocato in ogni discussione sul problema meridionale o, più banalmente, quando si attraversa la “linea di confine” dopo aver fatto scorta di mozzarelle a Battipaglia. Eppure, le parole di Carlo Levi hanno ancora tanto da dirci e andrebbero lette e rilette, meditate e … Continua a leggere

Domani, domani tutto finirà

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Rileggere, oggi, “Il giocatore” di Fëdor Michajlovič Dostoevskij è un salto nel passato. Ma non nel passato di un mondo, quello del 1867, anno di pubblicazione del romanzo, che si riesce a comprendere con difficoltà. Il salto è piuttosto in un passato recente, un salto di trenta o quarant’anni; un salto agli anni Ottanta, più o meno, al decennio in cui Dostoevskij ha smesso di costituire per i giovani un modello di scrittura. Nel XXI secolo, è un dato di fatto, nessuno osa più … Continua a leggere