Le “Radici aeree” di Lubrano in tour in Italia

radiciaeree_copÈ il primo romanzo interamente scritto dentro cabine di aerei. Normale, dunque, che Radici aeree continui a “girare” anche dopo essere stato pubblicato (dalle Edizioni Leucotea).

Il tour di Filippo Lubrano, l’ingegnere 33enne che ne è l’autore, sta toccando diverse città italiane, spesso in contesti estranei al normale circuito delle librerie. E non è un caso, perché Lubrano, oltre che romanziere, è poetry slammer e uno dei membri del Collettivo dei “Mitilanti”, che alla Spezia stanno scardinando l’establishment culturale con reading e gare di poesie in luoghi generalmente non deputati a contenere cultura, e soprattutto versi e rime: piazze, bar, barche. Forse è proprio questa diffusione fuori dai canali tradizionali che sta permettendo al romanzo di avere già un significativo successo.

Le Radici aeree però strizzano l’occhio anche a quelle del banyan, l’albero epifita che è il simbolo del Sud Est Asiatico. Il romanzo è infatti interamente ambientato in Asia, dove Lubrano ha vissuto per un anno e mezzo fino ad aprile dello scorso anno, quando poi ha deciso di lasciare il suo mestiere di manager di una multinazionale del settore automotive per dedicarsi a tempo pieno alla startup fondata qualche anno prima con amici d’infanzia, Eattiamo, che esporta cibi artigianali italiani di alta qualità, commercializzandoli online, soprattutto negli Stati Uniti.

I frequenti spostamenti sono stati all’origine del romanzo (l’autore era di base a Bangkok e di lì girava frequentemente per lavoro in tutta l’area) e continuano ora da e per altri lidi. Il tour di promozione del libro è cominciato dalla Spezia, città natale dell’autore, ed è già sbarcato a Torino. Le prossime tappe sono Milano, Genova, Bologna e, più tardi, anche Roma e Napoli.

Il romanzo ha per protagonista Walt Erego, un mystery shopper che, al soldo di aziende sue clienti, deve scoprire i segreti della loro concorrenza. Per questo, Walt si sposterà tra Shanghai, Bangkok e il Bangladesh, incontrando personaggi che lasceranno una forte impronta su di lui, e finendo per invaghirsi di una ragazza cinese, tra le sue clienti. Radici aeree è una vera e propria immersione in un mondo geograficamente e culturalmente distante dal Vecchio Continente, ma che prende anche le distanze dall’Asia stereotipata finora raccontata. È anche un’ottima occasione per sbirciare per una volta nel “dietro le quinte” della vita aziendale, che troppo spesso anche in letteratura si nasconde tra i meandri impenetrabili degli uffici e dei biglietti da visita dai titoli imperscrutabili.

“Volevo soprattutto scrivere un romanzo sulle città, inserendomi in quello spazio sottilissimo che è stato lasciato disponibile dal testo più importante mai scritto sul tema nella storia della letteratura: le Città invisibili di Italo Calvino” racconta l’autore. “I personaggi sono strumentali, sono forse solo pretesti per raccontare le città da cui sono generati, e in cui si muovono. E poi, certo, c’è il mare”.

Un mare che è protagonista di un paio di capitoli molto importanti del romanzo, ma che è anche diversissimo da quello dell’area mediterranea. “E’ un mare che si nasconde, che richiede pudicizia, non certo quello a volte sguaiato, che scopre le nudità, del nostro modo di intenderlo. Un mare che è piattaforma logistica, ancor prima che salsedine”. Un buon pezzo del romanzo si svolge all’interno di una portacontainer, dando al lettore l’occasione di avventurarsi anche in quel mondo misterioso che è l’industria dello shipping.

La copertina del libro è opera dell’artista Mattia Perucca.

         

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