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Natale last minute, la “top 11” dei libri del 2016 da regalare

top11-slide-2È stato già detto che a Natale è meglio regalare un libro? È stata già pubblicata da tutti i giornali, siti, portali, blog, la classifica dei libri dell’anno? Benissimo, anche lascampanata.it non si sottrae al rito malefico e propone una “top 11” di opere pubblicate nel corso del 2016 che, per vari motivi, ci sono piaciuti e che, agli sgoccioli della frenesia shoppingara, consigliamo di regalare (o farsi regalare).

L’ordine dei magnifici undici è del tutto casuale.

1) Oakley Hall, Warlock (Edizioni Sur): un classico del western “revisionista”, pubblicato per la prima volta nel 1958 e finalista nello stesso anno del Premio Pulitzer; un romanzo epico e corale che esplora con originalità il mito fondativo della frontiera americana.

2) Fredrik Sjöberg, Il re dell’uvetta (Iperborea): un viaggio alla scoperta del “fuoriclasse delle scienze” Gustaf Eisen, zoologo, pittore, archeologo, fotografo, leggendario esperto di lombrichi e pioniere della coltivazione dell’uvetta in California, consulente di Darwin, fondatore del Sequoia National Park (dove è sepolto).

3) Sandrine Fabbri, Domani è domenica (Keller): la ricostruzione (a partire dal ritrovamento di una scatola di fotografie, di una cartella clinica e di qualche altro indizio sfilacciato) della vita di una famiglia sbriciolata dalle menzogne e dai silenzi, in uno scorcio di storia europea quasi dimenticata: l’Istria italianizzata, il destino degli sloveni, la guerra dei Balcani.

4) Roger Salloch, Una storia tedesca (Miraggi): un grande romanzo europeo, senza eroe, scritto da un artista cosmopolita; una storia nella Storia, nella Berlino del 1935; pubblicato nella collana Tamizdat ideata e curata dallo scrittore Francesco Forlani.

5) Valeria Scafetta (con Nikki Guelfi), La zampata della tigre (Alter Ego): un toccante romanzo che è un inno alla vita, un incitamento a non perdere mai la speranza; l’autrice, con grande sensibilità, racconta la forza e il coraggio di una donna che non rinuncia a lottare, per se stessa e per i suoi cari, anche davanti a un nemico tanto crudele quanto una tigre.

6) Filippo Lubrano, Radici aeree (Leucotea): un libro che proietta il lettore nel mondo del business asiatico, insieme al “mistery shopper” Walt Erego, protagonista del romanzo, catapultato in una serie di avventure in giro per il continente, in aereo o su una portacontainer: ne uscirà un uomo nuovo, capace di distinguere il prezzo dal valore…

7) Elena Starace, Anime pezzentelle (L’Erudita): il primo “ciak” nella narrativa dell’attrice Elena Starace (Gomorra, Un posto al sole) è un romanzo toccante che, con semplicità e passione, fa rivivere le trasformazioni che la nostra società ha vissuto nel corso del Novecento e sa farci partecipi dei cambiamenti in seno alla famiglia del protagonista, di come “affonda e riemerge in continuazione”.

8) Carlo Sperduti, Sottrazione (Gorilla Sapiens): trentaquattro racconti, in ordine di lunghezza, in cui l’autore gioca con il linguaggio e con i generi, sperimentando il potere della parola, ed esplora le infinite possibilità della narrativa breve e brevissima, a dimostrazione del fatto che “scrivere per sottrazione è una moltiplicazione”.

9) Alessandra Racca, Consigli di volo per bipedi pesanti (Neo): poesie che hanno la forza di un’esortazione e sono agili come canzoni pop; parlano dell’accettarsi, nel bene e (soprattutto) nel male, dell’avere dubbi e sbagliare, nella vita come in amore; un elogio dell’imperfezione, dell’errore, parole per esseri imperfetti perché vivi.

10) Guridi – Pablo Albo, 71 pecore (Lavieri): un illustratore e un narratore spagnoli, insieme, per un libro “poetico” per immagini: una partita di calcio mai vista, con due squadre formate da 35 pecore ciascuna e con un arbitro; una sfida che travalica quella puramente sportiva…

11) Massimo Gezzi, Uno di nessuno. Storia di Giovanni Antonelli, poeta (Casagrande): un poemetto in cui l’autore rende omaggio e ripercorre le vicende del poeta Giovanni Antonelli, vagabondo, demente internato in molti manicomi o carceri delle Marche (Fermo, Macerata, Ancona) e d’Italia (Napoli, Aversa, Roma), anarchico, anticlericale, miserabile. E per questo rimosso dalla memoria letteraria italiana…

 

         

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