Femminicidio, 3.800 anni di passi indietro

nonunadimeno_manifesto“Le donne sono protette contro i maltrattamenti del marito”. Sono passati quasi 3.800 anni da quando questa chiara e inequivocabile norma di legge ebbe un riconoscimento ufficiale, inciso in caratteri cuneiformi sulla cosiddetta Stele di Hammurabi, il re babilonese che regnò tra il 1792 e il 1750 a.C. Forse quella norma non ebbe l’attuazione che la sua formulazione lascerebbe supporre. Ma una cosa è certa, nel codice normativo che rese sistematica la “legge del taglione” ma parlava anche di affitti calmierati, c’era almeno una novità importante: per la prima volta nella storia dell’umanità, un elenco di norme giuridiche dava importanza alla persona e ne riconosceva il valore.

In 3.800 anni molte cose sono cambiate. E non in meglio, se è vero che si rende necessario, ancora oggi, l’impegno quotidiano di tanti soggetti (centri antiviolenza, forze dell’ordine, magistratura, associazioni, operatori esperti) per fronteggiare una piaga troppo spesso sottovalutata: un terzo delle donne italiane, straniere e migranti subisce violenza fisica, psicologica, sessuale, spesso fra le mura domestiche, spesso davanti ai figli. Dall’inizio dell’anno, solo in Italia, decine di donne sono state uccise per mano maschile. Non si tratta di un fatto privato o di un’emergenza, ma di un fenomeno strutturale che va affrontato solo con un cambiamento culturale radicale. In tutto il mondo, dalla Polonia all’Argentina e alla Spagna, gli scioperi e le proteste delle donne che si ribellano alla violenza e al femminicidio hanno paralizzato interi paesi. I corpi delle donne invadono le strade, costruiscono ponti e narrazioni comuni da una parte all’altra del mondo. Anche in Italia, a Roma, sabato 26 novembre, si riuniranno dietro lo slogan “Non una di meno!” tutte (tutti) coloro che riconoscono nella fine della violenza maschile una priorità.

Di narrazioni si occupa Alessandra Racca, poetessa, artista, performer, conosciuta anche come “signora dei calzini”, dal nome del suo sito. Il suo ultimo libro è Consigli di volo per bipedi pesanti, pubblicato da Neo Edizioni.

Vorrei – ci dice – che di giornate come quella del 26 novembre non ci fosse bisogno. Il problema della violenza sulle donne è un problema di pensiero che, prima di farsi sui corpi, si fa nella testa delle persone, a partire da mentalità e culture violente che portano ad atti di violenza”.

Alessandra ha scritto e interpretato Dieci modi per assassinare una donna senza ucciderla (con musiche di Chiara Maritano e Donatella Gugliermetti, ideazione e montaggio video di Gitana Scozzari con la collaborazione di Milena Paulon), un testo potente che tocca i tasti più subdoli della violenza psicologica e che, da solo, dice più delle mie mille parole…

         

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