Quattro editori dall’Incubatore alle librerie

SalTo 2015Hanno storie e provenienze diverse, ma un minimo comune denominatore: il libro, nella sua essenza di carta, prima di qualsiasi altra materia. C’è chi con quella carta ha costruito una storia quarantennale di libraio, chi si è formato attraverso studi ancora recenti, chi l’ha amata e la ama (e ne ha bisogno) come la propria coperta di Linus.

E in comune hanno anche il fatto di aver partecipato all’ultimo Salone del libro di Torino, quello del maggio 2016, nella parte dedicata alle nuove esperienze editoriali, l’Incubatore che accoglieva i visitatori subito dopo l’ingresso e prima che venissero risucchiati nel mare magnum dei nomi altisonanti e degli scrittori mainstream.

Sono due romani, una torinese, un milanese: Racconti Edizioni, Circolo Proudhon Edizioni, SuiGeneris, Libreria Utopia Editrice. Esperienze molto diverse, dunque, così come diversi sono gli obiettivi e i progetti.

Per la Libreria Utopia, da circa quarant’anni punto di riferimento per Milano e non solo (premiata come miglior libreria italiana nel 2009 dal Pisa Book Festival), la scelta di pubblicare direttamente è – spiega l’editore Lucio Morawetz – “il frutto di un processo naturale”. E naturale è anche evocare precedenti illustri, da Ferlinghetti in poi. La Libreria Utopia era già un centro culturale importante, con l’aggiunta della produzione editoriale si consolida una realtà fatta di rapporti con le persone, soprattutto con quegli autori cui vengono dedicate la massima attenzione e la massima cura nel progetto di pubblicazione. Nata nel 2015 come editrice, ha mosso i primi passi con due esordienti: Carlo Buccheri con Il ritrattista e Christophe Palomar con Frieda. Per ora narrativa, dunque, ma per le prossime uscite ci sono poesie, due saggi e un altro romanzo.

Da una realtà fortemente radicata nel mondo del libro a una giovane appassionata e coraggiosa, da Milano a Torino. Oriana Conte è l’editrice di SuiGeneris, nata nel 2014 per dar voce agli esordienti, alle “pubblicazioni atipiche”, alla creatività, fuori dagli schemi di genere. I primi titoli sono stati accolti con favore ed è la riprova – spiega la Conte – “che c’è, nel pubblico, la voglia di dare il giusto valore al libro, anche come oggetto di cura e di passione”. La titolare di SuiGeneris difende a spada tratta il ruolo delle piccole case editrici di qualità per “tutelare la bibliodiversità” e anche per fare da talent scout di autori che i “grandi” non hanno il coraggio di pubblicare. In catalogo testi originalissimi, come la Storia della filosofia a sonetti di Francesco Deiana, Tutto relativo tranne… il vento di Sergio Cigala e ilMorandazzo di Massimo Pica (in tre righe la fulminante descrizione di ciascun film).

A Roma, come derivazione del periodico L’intellettuale dissidente, nasce invece il progetto del Circolo Proudhon Edizioni: produzione interamente centrata sulla saggistica, con approfondimenti di taglio giornalistico su temi di attualità nel panorama geopolitico internazionale, ma anche riscoperta di pensatori classici, soprattutto dell’Otto-Novecento, “autori – spiega il direttore editoriale Lorenzo Vitelli – che anticipavano i temi di oggi e ne prefiguravano rischi e soluzioni”. Appena uscita l’antologia Élites – Le illusioni della democrazia, con scritti di Pareto, Mosca, Gramsci e Michels. I motivi che hanno indotto a produrre libri, cioè approfondire temi e argomenti di discussione, sono alla base anche dell’idea di creare una comunità di lettori, con circoli aperti in tutta Italia, da Milano a Salerno, da Agrigento a Parma, pensati come luoghi di incontro e di confronto, di lettura e di dibattito.

Progetto fortemente letterario è, infine, quello di Racconti Edizioni. Già dal nome è chiara la scelta della forma breve come modalità di narrazione, scelta quanto mai coraggiosa e contraria al cliché del racconto come “genere non vendibile”. Obiettivo dichiarato, dunque, è ridare voce a una forma ingiustamente bistrattata. Ma il progetto non ha solo radici ideali ed è frutto di ragionamenti che hanno investito anche la maturazione del mercato editoriale italiano. Non a caso, prima della fondazione (avvenuta meno di un anno fa, a novembre del 2015), i soci avevano già iniziato – come spiega Stefano Friani – “un lavoro di ricerca e di riscoperta di autori, anche importanti, che non erano stati valorizzati in Italia o che erano stati pubblicati in passato e poi lasciati in disparte”. Tre i titoli già in catalogo, quattro quelli in arrivo entro fine anno. È in uscita Karma clown di Altaf Tyrewala, seguirà Stamattina stasera troppo presto dell’americano James Baldwin. A novembre saranno pubblicati i racconti di Virginia Woolf e di Stephen Graham Jones.

Per tutti e quattro questi editori l’esperienza del Salone del libro di Torino può essere considerata positiva. Per Lorenzo Vitelli (Circolo Proudhon Edizioni) “il bilancio è soddisfacente, sia in termini di vendite sia in termini di incontri e di visibilità”. Per Lucio Morawetz (Libreria Utopia Editrice) “è stata un’esperienza interessante, un’occasione per incontrare tanti amici. Nel nostro caso, ovviamente, c’erano rapporti già consolidati con gli editori. Credo, comunque, che quella torinese sia una manifestazione importante, che merita di restare dov’è”. Stefano Friani (Racconti Edizioni) ci scherza su: “Era più bello andarci da lettore”. Ma poi aggiunge: “Il Salone del libro è un’esperienza utile, nonostante i costi effettivamente molto alti per piccole realtà editoriali. Ritengo, tuttavia, che moltiplicare i centri tra Torino e Milano, in realtà, creerà solo un salone dimezzato”. Oriana Conte ne è più che convinta: “La manifestazione torinese, per me, è stata una vetrina per farmi conoscere, ma anche per conoscere. È stata una enorme occasione di crescita. Ciò non toglie che io sia molto irritata per come è stato gestito e per i problemi che ci sono stati in passato. Non credo, però, che abbia senso lo scontro di sapore medievale tra due città; la scelta di Milano da parte di alcuni grandi gruppi è soltanto stupida e credo che debba essere boicottata”.

         

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